morrissey, years of refusal recensioneDopo essere stato rimandato di sei mesi a seguito della tragica morte del produttore Jerry Finn, avvenuta proprio all’indomani della fine dei lavori su questo album, “Years Of Refusal” è uscito lo scorso 16 febbraio ed è il decimo capitolo solista di Morrissey.

Un album dal suono compatto e dal ritmo incalzante, qua e là intervallato da momenti di romanticismo e di riflessione, che ha il pregio di non deludere i fan di lungo corso (e, anzi, di rinnovare in loro antiche nostalgie) e di attrarre nuovi ascoltatori, con stile e freschezza originali. Di questi tempi non è poco.

Definito dallo stesso artista come il più rock della sua carriera, l’album contiene nuove canzoni effettivamente molto intense fra cui si segnalano: “Something Is Squeezing My Skull“, che parla in forma autobiografica dell’assunzione diffusa di pillole contro la depressione, “All You Need Is Me“, rockeggiante ma nella forma classica, “I’m OK By Myself“, sul tema ever-green meglio soli che male accompagnati, “Mama Lay Softly On The Riverbed“,  molto in stile Virginia Woolf, “I’m Throwing My Arms Around Paris“, il primo singolo del 2009 (piuttosto radiofonica), la spagnoleggiante “When Last I Spoke To Carol“, “Black Cloud” con la chitarra di Jeff Beck e – dal momento che Morrissey si appresta a compiere 50 anni il prossimo 22 maggio – l’appropriata “One Day Goodbye Will Be Farewell“.

L’album è disponibile per il download immediato dall‘iTunes Store al prezzo di 9,99 €

 
Pregi: originale ed energico, attrae nuovi fan ma non delude i vecchi (anche chi segue Morrissey fin dai tempi degli Smiths)
Difetti: non il migliore dei solo-album di Morrissey, un paio di brani appaiono poco ispirati
 
Recensione scritta da David La Monaca, webmaster di worldofmorrissey.com dove potrete trovare tutti i testi di Morrissey commentati e tradotti in italiano.
 
Sito ufficiale: itsmorrisseysworld.com