Franco Battiato “Inneres Auge (Il tutto è più della somma delle sue parti)” [recensione]

È un best. No, è un album di inediti. No, tutt’e due.

È il nuovo album di Franco Battiato “Inneres Auge”, dato alle stampe alla fine del 2009: una raccolta di brani variegata, multiforme e nel pieno stile del cantautore. D’Altronde Battiato è sempre stato capace di reinventarsi rimanendo riconoscibile nella propria identità camaleontica. Due inediti, una cover, sei brani riarrangiati e un inedito su album, questo il contenuto dell’album, che ha come sottotitolo “Il tutto è più della somma delle sue parti”. Infatti questa non è soltanto la somma di 10 canzoni del repertorio del cantautore, non soltanto una raccolta di, appunto, “due inediti, una cover…” eccetera, bensì un album completo e dotato di una propria interezza e di una propria coerenza, tanto, che se non fosse specificato sul retro, manco te n’accorgevi.

“Inneres Auge (Il tutto è più della somma delle sue parti)” si apre con la title track nonchè singolo di lancio, che descrive, senza se e senza ma, l’attuale situazione socio/politico/gossippara italiana, con riferimenti espliciti e per nulla casuali a fatti, persone, cose realmente accadute. Battiato smette di considerare la musica una arte fine a se stessa e critica la società, ma stavolta lo fa esplicitamente. “Uno dice che male c’è a organizzare feste private / con delle belle ragazze per allietare primari / e servitori dello stato?”. Molto esplicitamente. Il ritmo, è sempre quello zompettante “alla Battiato”, mentre il testo ci spinge a guardare le cose attraverso il nostro sguardo interiore (l’”Inneres Auge”, appunto).

Quella del disco è una attenta analisi della realtà, ed è un album particolarmente piacevole da ascoltare, di un pop raffinato (perchè “pop” non è una parolaccia), infarcito di citazioni colte, strumentazioni sorprendenti (come l’uso, in più punti, di un Commodore 64) e misture sonore che soltanto Battiato può permettersi, oltre alla varietà di generi che riesce ad esplorare con alcune vere e proprie potenziali hit: su tutte, “No Time No Space” (con il classico ritornello in inglese che, cantato da “Francuzzo” ci piace tanto) oppure le bellissime “Un’altra vita” e “La quiete dopo un addio”.

Il punto di forza del 27° disco del cantautore siciliano è l’assoluta assenza di canzoni brutte o difficili da ascoltare, nonostante una complessità che non fa altro che emozionare chi può capirla e rendere l’atmosfera quasi magica e surreale e sembra quasi un “Bignami” di Battiatismo, poichè si possono trovare echi di tutta la sua storia artistica, un punto fermo. E tra critica sociale, introspezione, ricerca della spiritualità, composizioni meravigliose c’è posto anche per una dimostrazione di attaccamento alle proprie origini (“‘U Cuntu”, interamente in siciliano), una richiesta esplicita a sfondo politico (“Keep your hands off Tibet”, in “Tibet”, appunto) e il pezzo migliore del disco: una moderna, semplice ma molto emozionante versione di “Inverno”, brano di Fabrizio De Andrè già eseguito da Battiato nello speciale “CheTempoCheFa – Fabrizio2009” in una performance memorabile. In “Inneres Auge”, Franco Battiato ha inserito follia, ipnosi, storia, psiche, realtà, un’immensa abilità di songwriter e di interprete, oltre che una vena innovativa che non smette mai di pulsare. In pratica, Franco Battiato.

[scritto da Mm]

FRANCO BATTIATO
INNERES AUGE (IL TUTTO È PIÙ DELLA SOMMA DELLE SUE PARTI)
2009, Universal
★★★★ 
disponibile in: CD / Download Digitale (iTunes)
TRACKLIST
#01 Inneres Auge – inedito
#02 Un’Altra Vita – Nuova Versione
#03 Inverno – cover inedita
#04 No Time No Space – Nuova Versione
#05 L’incantesimo – Nuova Versione
#06 Haiku – Nuova Versione
#07 La Quiete Dopo Un Addio – Nuova Versione
#08 Stage Door – Nuova Versione
#09 Tibet – Inedito su album
#10 ‘U Cuntu – Inedito

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